I nuovi dati dei satelliti NASA confermano che l’aumento delle temperature nella parte ovest del continente sarebbe addirittura superiore a quello maggiormente noto della penisola Antartica.
In un primo momento si pensava che questa parte del continente fosse decisamente più stabile, ma gli ultimi dati hanno smentito gli scienziati.
Infatti, i dati registrati dalle stazioni a terra insieme a quelli, più recenti, dei satelliti hanno dimostrato che l’incremento medio della temperature, in tutto il continente Antartico, sarebbe di 0,12 °C ogni decade, dal 1957 al 2006.
Questo significa un aumento di circa mezzo grado, in mezzo secolo.
Il dato che emerge, invece, da misurazioni effettuate nello stesso periodo di tempo, nella parte ovest del continente, sarebbe decisamente maggiore; intorno a 0,17 C° ogni decade.
Questo incremento delle temperature, cosi significativo, è da attribuire alla particolare vulnerabilità di quest’area che è influenzata dell’aumento delle temperature dell’oceano.
Il mare, infatti, si infiltrerebbe sotto la piattaforma di ghiaccio ed andrebbe ad interagire direttamente con le nevi sulla terraferma, determinando un riscaldamento maggiore di questa area rispetto al resto del continente.
Se tutto il ghiaccio di quest’area, si sciogliesse o si spezzasse, il livello medio dei mari del pianeta si innalzerebbe di 5 o 6 metri.
Se questo dovesse accadere, si dovrebbe riscrivere le cartine geografiche del pianeta; sarà quindi decisivo capire se questo trend d’aumento delle temperature continuerà ancora in questo secolo.

L’immagine sopra, mostra l’aumento medio delle temperature nel continente Antartico ( in gradi Celsius ); è ben evidente quanto il problema sia piu significativo nella parte occidentale.
La famosa piattaforma di ghiaccio Larsen B, nella Penisola Antartica. Questo enorme blocco di ghiaccio si disintegrò completamente in pochi giorni; la parte ovest del continente farà la stessa fine?