Glossario

 

Global warming: con il termine “global warming” (riscaldamento globale ) s’intende l’aumento della temperatura media della terra.

Questo fenomeno ha interessato il mondo a partire dalla metà dell’ottocento e per questo motivo la quasi totalità degli scienziati è convinta che sia da attribuire a cause umane ( o in gran parte a fattori connessi alle attività umane ).

Il global warming ha, infatti, causato un aumento medio delle temperature, negli ultimi 150 anni di circa 1 grado centigrado ( da 0,4 C° a 1,2 C° ) e si stima che in questo secolo le temperature aumenteranno ulteriormente da 2 C° a 6 C° .

Al riscaldamento globale sono attribuiti molti dei cambiamenti climatici attualmente in atto ( siccità, desertificazione, scioglimento dei ghiacci, aumento del livello dei mari…) e dell’aumento della distruttività di fenomeni meteorologici come uragani ed alluvioni.

Questo fenomeno è anche una delle cause principali del rischio di estinzione ( e dell’estinzione! ) di molte specie viventi come l’orso polare, della progressiva diminuzione delle barriere coralline, del cambiamento dell’habitat di molte specie viventi, della preoccupante diminuzione delle risorse idriche in alcune parti del mondo.

Il global warming è attualmente considerato il più grave problema ecologico che l’umanità affronta e dovrà affrontare dei decenni avvenire.

 

 

 

Il grafico mostra la correlazione tra l’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera (in rosso) e la temperatura media sulla terra (in blu), negli ultimi 1000 anni.

 

 

 

co2-temp

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  effetto serra: : L’effetto serra è un fenomeno naturale che consiste nell’intrappolamento di una radiazione energetica ad opera di una membrana semi trasparente. Il nome deriva per similitudine con quanto avviene nelle serre per la coltivazione.

I raggi solari provenienti dal sole arrivano fino alla terra, e vengono riflessi dal terreno sotto forma di radiazione infrarossa.

Questa radiazione infrarossa per la maggior parte viene espulsa nello spazio e in piccola parte viene trattenuta dai gas serra ( in gran parte anidride carbonica, ma anche metano, ozono e vapore acqueo ) consentendo al pianeta di mantenere temperature adatte alla vita ( il nostro satellite; la Luna, è un esempio di corpo celeste senza atmosfera e quindi privo di questo fenomeno essenziale alla vita ).

Quando i gas responsabili dell’effetto serra sono in eccesso accade che la radiazione infrarossa rimane intrappolata in quantità maggiore nell’atmosfera generando un aumento delle temperature sul pianeta ( esattamente come il telo di plastica delle serre intrappola la radiazione infrarossa riscaldando l’ambiente all’interno ) e il fenomeno di global warming che conosciamo.

 

 

effetto_serra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gas serra: il più famoso gas serra è l’anidride carbonica (CO2), prodotto da tutte le attività umane che comportano una combustione ( automobili, centrali termiche, incendi boschivi…)

Il vapore acqueo (H2O), l’anidride carbonica (CO2), l’ossido di d’azoto (N2O), il metano (CH4) e l’ozono (O3) sono i gas serra principali nell’atmosfera terrestre.

Tutti questi gas assieme hanno la proprietà di trattenere il calore nell’atmosfera e se presenti in grande quantità provocano un eccessivo intrappolamento della radiazione infrarossa e un conseguente aumento delle temperature medie del pianeta.

 

-Protocollo di Kyōto: Il protocollo di Kyōto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyōto l’11 dicembre 1997 da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia.

Il 16 febbraio 2007 si è celebrato l’anniversario del secondo anno di adesione al protocollo di Kyōto, e lo stesso anno ricorre il decennale dalla sua stesura.

Il trattato prevede l’obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di d’azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 — considerato come anno base — nel periodo 2008-2012.                                                                                                                          

 Il protocollo di Kyōto prevede il ricorso a meccanismi di mercato, i cosiddetti Meccanismi Flessibili; il principale meccanismo è il Meccanismo di Sviluppo Pulito. L’obiettivo dei Meccanismi Flessibili è di ridurre le emissioni al costo minimo possibile; in altre parole, a massimizzare le riduzioni ottenibili a parità di investimento.                                                                                        

 Perché il trattato potesse entrare in vigore, si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti; questa ultima condizione è stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione.                                                                            

 Premesso che l’atmosfera terrestre contiene 3 milioni di megatonnellate (Mt) di CO2, il Protocollo prevede che i paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di questo gas. Il mondo immette 6.000 Mt di CO2, di cui 3.000 dai paesi industrializzati e 3.000 da quelli in via di sviluppo; per cui, con il protocollo di Kyōto, se ne dovrebbero immettere 5.850 anziché 6.000, su un totale di 3 milioni. Ad oggi, 174 Paesi e un’organizzazione di integrazione economica regionale (EEC) hanno ratificato il Protocollo o hanno avviato le procedure per la ratifica. Questi paesi contribuiscono per il 61,6% alle emissioni globali di gas serra.

In verde le nazioni che hanno ratificato il protocollo di kyoto, in giallo le nazioni che hanno firmato ma non ancora ratificato il protocollo, in rosso le nazioni che hanno ratificato il protocollo ma poi hanno ritirato la ratifica. In grigio le nazioni che non hanno preso nessuna posizione.
kyoto_protocol_participation_map_2005

 

 

 

 

 

 

 

 

-sviluppo sostenibile: Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo (che comprende lo sviluppo economico, delle città, delle comunità eccetera) che non compromette la possibilità delle future generazioni di perdurare nello sviluppo preservando la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali (che sono esauribili, mentre le risorse sono considerabili come inesauribili). L’obiettivo è di mantenere uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi, operante quindi in regime di equilibrio ambientale.

 

 

 

combustibili fossili: Si definiscono fossili quei combustibili derivanti dalla trasformazione sviluppatasi in milioni di anni, di sostanza organica, seppellitasi sottoterra nel corso delle ere geologiche, in forme molecolari più stabili e ricche di carbonio.                                                                                                                 In pratica si può affermare che i combustibili fossili costituiscono l’accumulo, sottoterra, di energia solare, direttamente raccolta nella biosfera nel corso di periodi geologici, dai vegetali tramite la fotosintesi clorofilliana e indirettamente, tramite la catena alimentare, dagli organismi animali.                                                           Questi composti sono: il petrolio e altri idrocarburi naturali, carbone in generale, quindi tutte le sue forme da torba a antracite e il gas naturale.
 
 
NASA:  La National Aeronautics and Space Administration (Amministrazione Nazionale dell’Aeronautica e dello Spazio), meglio nota con il suo acronimo NASA, è l’agenzia governativa civile responsabile per il programma spaziale degli Stati Uniti d’America e per la ricerca aerospaziale civile e civica.                      
 

                                                                                                                                                                                                                

energie rinnovabili: Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono “esauribili” nella scala dei tempi “umani” e, per estensione, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future.                                                                                                                                                Sono dunque generalmente considerate “fonti di energia rinnovabile” il sole, il vento, il mare, il calore della Terra, ovvero quelle fonti il cui utilizzo attuale non ne pregiudica la disponibilità nel futuro                                                                                                                                                 Una classificazione delle energie rinnovabili risulta piuttosto complicata poiché ci sono diversi fattori che influenzano questa definizione ma in linea generale si può dire che le principali fonti di energia rinnovabile sono:

                                                                                                                                                                                  –Agroenergie:  per agroenergie si intende la potenzialità energetica che si può ricavare dai processi agricoli come produzione di Biocarburante (biodiesel, bioetanolo), ma anche dalle biomasse come per esempio il legno.   

                                                                                                                                                         -Geotermica: l’energia geotermica è l’energia generata per mezzo di fonti geologiche di calore e può essere considerata una forma di energia rinnovabile. Si basa sulla produzione di calore naturale della Terra (geotermia) alimentata dall’energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare di elementi radioattivi quali l’uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all’interno della terra.


-Idroelettrica: l’energia prodotta dalle centrali idroelettriche è da classificarsi a tutti gli effetti come energia rinnovabile in quanto, almeno in teoria, l’acqua può essere riutilizzata infinite volte per lo stesso scopo senza depauperamento. Il concetto di rinnovabilità è subordinato alla costanza del volume annuo degli afflussi integrali.


-Solare:
per energia solare si intende l’energia, termica o elettrica, prodotta sfruttando direttamente l’energia irraggiata dal Sole (fonte rinnovabile) verso la Terra.


-Energia marina:
con Energia marina, Energia oceanica o Energia pelagica si intende l’energia racchiusa in varie forme nei mari e negli oceani. L’energia presente nei mari e negli oceani può essere estratta con diverse tecnologie: fluidodinamiche (correnti, onde, maree) e di gradiente (termico e salino).     

-Eolica: l’energia eolica è il prodotto della conversione dell’energia cinetica del vento in altre forme di energia. Attualmente viene per lo più convertita in elettrica tramite una centrale eolica, mentre in passato l’energia del vento veniva utilizzata immediatamente sul posto come energia motrice per applicazioni industriali e pre-industriali. Prima tra tutte le energie rinnovabili per il rapporto costo/produzione, è stata anche la prima fonte energetica rinnovabile usata dall’uomo.

 

 

Costi elettricità prodotta per fonte di energia

Vento

  4–8 ¢/kWh

3–10 ¢/kWh

Solare fotovoltaico

25–160 ¢/kWh

5–25 ¢/kWh

Solare termico

12–34 ¢/kWh

4–20 ¢/kWh

Idroelettrico

  2–10 ¢/kWh

2–10 ¢/kWh

Idroelettrico piccolo

  2–12 ¢/kWh

2–10 ¢/kWh

Geotermale

  2–10 ¢/kWh

1–8 ¢/kWh

Biomasse

  3–12 ¢/kWh

4–10 ¢/kWh

Combustibili fossili

  4 ¢/kWh

 

I costi sono forniti in centesimi di dollaro( ¢ ) per kilowatt/ora(  kWh )  e sono relativi all’anno 2001.

Nella colonna di  sinistra sono riportati i costi attuali di produzione ( anno 2001), in quella di desta una proiezione sui possibili costi futuri.

 

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